Nel cuore di Palermo, dove l’impegno civile incontra la creatività, nasce il progetto “Radici di Solidarietà”. Ispirato alle metodologie partecipative di A.R.T. Fusion Romania e coordinato in rete con partner locali, questa iniziativa trasforma terre confiscate alla criminalità organizzata in spazi vivi di apprendimento interculturale e riscatto sociale.
L’Obiettivo: Dall’Analisi della Realtà alla Trasformazione
Seguendo la filosofia dell’acronimo A.R.T. (Attitudine, Realtà, Trasformazione), il progetto mira a coinvolgere giovani rifugiati, minori stranieri non accompagnati e volontari internazionali in un percorso di cittadinanza attiva. L’obiettivo principale è combattere la marginalizzazione attraverso l’empowerment individuale, incoraggiando ogni partecipante a diventare, secondo il motto dell’associazione, “il motore del cambiamento” nella propria comunità.
Metodologie Operative: L’Arte come Strumento Sociale
Il progetto non si limita all’assistenza, ma utilizza strumenti pedagogici avanzati basati sull’educazione non formale :
- Teatro del Forum: Attraverso le tecniche del Teatro dell’Oppresso, i partecipanti mettono in scena situazioni di discriminazione o oppressione quotidiana, invitando il pubblico a intervenire per modificare l’esito della rappresentazione e testare soluzioni reali ai conflitti.
- Human Library: I residenti dei centri di accoglienza diventano “libri viventi”, offrendo la propria storia ai cittadini per de-costruire stereotipi e pregiudizi attraverso il dialogo diretto.
- Street Campaigning: Azioni di sensibilizzazione nelle piazze per promuovere i valori della legalità e della giustizia climatica.
Attività Pratiche e Impatto Locale
Oltre alla dimensione artistica, i volontari lavorano fianco a fianco con la comunità locale in attività agricole simboliche, come la raccolta delle olive e delle mandorle in terreni confiscati, che oggi rappresentano presidi di legalità. Queste esperienze offrono ai giovani l’opportunità di riflettere su temi come la povertà educativa e l’esclusione sociale, trasformando il lavoro manuale in un atto di solidarietà attiva.